La Nostra Storia

L’avventura dei Leoni Sicani nasce un pò per caso in un pomeriggio di maggio, quando un ragazzo di Sciacca contatta l’atleta dei Red Cobra Palermo Giuseppe Sanfilippo per ricevere informazioni sul wheelchair hockey (hockey su carrozzina elettrica). Vorrebbe praticare uno sport, è in carrozzina da sei anni per un presunto virus che gli ha tolto per sempre la possibilità di camminare ed inseguire i suoi sogni in marina. Da lì l’idea del giocatore di Santa Margherita Belice di fondare una squadra tutta sua, una compagine che rappresenti le Terre Sicane, portando il marchio “made in Sicily” in giro per l’Italia. La chiamata parte dal cellulare di Luca Garofalo, a rispondere all’appuntamento col destino è Giuseppe Sanfilippo, due che insieme, in un futuro nemmeno troppo lontano, si toglieranno più di qualche soddisfazione, e non solo sportiva.

Si incontrano, si piacciono, e decidono di fondare la squadra che porterà, da quel momento in poi, un simbolo distintivo sul petto: il leone a tinte gialloverdi. Inizia un lungo percorso di reclutamento di ragazzi disabili intenzionati a buttarsi nella mischia magari rischiando qualche botta ai fianchi dal sapore agrodolce. Impresa non semplice però, perché la disabilità nei paesi è ancora oggi una condizione vittima di pregiudizi e tabù che impediscono alla persona di vedere e comprendere le proprie potenzialità. Ai due improvvisati talent scout viene rifilato qualche no, ma non si danno per vinti. Girano le scuole, le piazze, le associazioni di Santa Margherita, Sciacca, Ribera, Sambuca di Sicilia, Roccamena, Menfi, San Cipirello, Castelvetrano, San Giuseppe Jato, Partanna. Alla fine il loro ambizioso progetto prende finalmente vita grazie a due compagni di squadra di lungo corso del belicino Sanfilippo: sono i due jatini Aurelio Licari e Francesca Massimino, che svestono la storica maglia dei Cobra per indossarne una ancora non ben definita.

Nel luglio 2010 viene costituita l’Associazione Sportiva Dilettantistica Leoni Sicani, grazie all’impegno dei soci fondatori Giuseppe Sanfilippo, Luca Garofalo, Aurelio Licari, Emanuele Bellitti e la presidentessa Francesca Massimino. Le prime dimostrazioni nelle piazze di paese (a volte su carrozzine sgangherate) portano nuova linfa vitale alla squadra. A settembre, infatti, si uniscono al gruppo Maria Pia Mendolia, Francesca “Kikka” Nicolosi, Giuseppe Bivona e Giacomo Palmeri.

Dopo qualche allenamento i ragazzi delle Terre Sicane sono pronti a scendere in campo per la prima volta. Lo fanno al Palafunivia di Erice (TP), contrapposti alla squadra di casa, il CSI Trapani. I ragazzi di coach Sanfilippo, padre di capitan Giuseppe, affrontano la partita con tanta voglia di mettersi in gioco, divisi tra emozione e un pò di fisiologica ansia. La partita la vincono i trapanesi, ma il divario tecnico tra le due compagini non è molto, e questo lascia ben sperare per il primo storico campionato al quale i Leoni prenderanno parte. Inizia la stagione sportiva 2010/11, e i gialloverdi vengono inseriti in uno dei quattro girone di A2 (la serie B del wheelchair hockey). Affrontano le Aquile Palermo, forti del neo-acquisto Giuseppe Floreno, mazza trapanese affrontata nella prima amichevole, gli All Blacks Genova, compagine che in un passato non troppo lontano ha sfiorato lo scudetto, e la Vitersport Viterbo, la grande favorita del girone. I Leoni, alla fine della stagione, sono la matricola che sorprende maggiormente, chiudendo il girone al secondo posto dietro i laziali che poi vinceranno il campionato di A2 conquistando l’accesso in massima serie. Bella la rivincita in casa contro le Aquile. Dopo aver perso la partita d’esordio malamente in casa dei rosanero, con un ritiro da parte della squadra per gli eccessivi scontri di gioco, la compagine sicana infligge agli avversari lo stesso risultato dell’andata a parti invertite, in un match di grande intensità agonistica ed intelligenza tattica, il primo di una lunga serie. Segnali che lasciano intravedere un futuro di soddisfazioni, d’altronde il potenziale della rosa permette di sognare in grande. I ragazzi sono uniti, dentro ma soprattutto fuori dal campo. Questa unione d’intenti porta ogni giocatore a dare il massimo per la causa comune, al resto ci pensa coach Salvino Sanfilippo, motivatore dal grande carisma in grado di spingere l’atleta ad esprimere il top delle proprie potenzialità.

La stagione successiva (2011/12) è quella dell’inattesa, quanto dolce, prima storica qualificazione ai playoff di Lignano Sabbiadoro. I Leoni vincono, un pò a sorpresa, il girone di qualificazione contro i Red Cobra (retrocessi l’anno prima), le Aquile Palermo, il CSI Trapani (tornato all’attività agonistica per l’ultima volta), e gli Sconvolts Pescara. Sette vittorie su otto e nessuna sconfitta garantiscono il passaggio del turno festeggiato in casa contro gli abruzzesi davanti ad un pubblico infuocato. Il sogno di entrare a far parte delle prime dieci squadre d’Italia, però, viene stoppato in semifinale dal Magic Torino, in una partita persa più per inesperienza che per demeriti tecnico-tattici (2-1 per i torinesi il finale). La vittoria schiacciante contro i Tigers Bolzano nella finalina per il terzo posto garantisce, ai gialloverdi, il gradino più basso del podio cadetto, niente male per una squadra che muoveva i primi giri di ruota neanche due anni prima.

Le sorprese non sono finite. La Federazione Italiana, infatti, decide di aumentare il numero di squadre partecipanti al campionato di A1. I ritiri temporanei dall’attività agonistica di Dream Team Milano e Blue Devils Napoli portano di diritto i Leoni Sicani di entrare a far parte della massima serie, d’altronde si sa che la fortuna aiuta gli audaci. I gialloverdi contro le grandi potenze dell’hockey italiano non sfigurano, piazzandosi al quarto posto del girone ad un solo punto dai ben più quotati Diavoli genovesi. Il colpo grosso, però, arriva la stagione successiva. Anno di grazia 2014, i Leoni dopo un anno di esperienza tra le “grandi” diventano una macchina perfetta, un mix esaltante di forza fisica, talento ed unione. La storica vittoria in casa dei tri-campioni d’Italia dei Thunder Roma (impresa riuscita solo una volta ai Rangers Bologna) dà il là ad una cavalcata inarrestabile che porta i siciliani ancora una volta a Lignano Sabbiadoro, stavolta per giocarsi lo scudetto. La semifinale contro gli Sharks Monza del fenomeno Mattia Muratore viene letteralmente dominata dai Leoni, che impongono la loro legge sul campo. Maria Pia in porta è un muro di gomma invalicabile (vincerà il premio di miglior portiere delle finali), capitan Sanfi il cervello della squadra, Aurelio il mastino della zona d’ombra del campo che tutti vorrebbero avere, Kikka l’implacabile bomber sotto porta, ed infine Luca la perfetta sintesi della voglia di un gruppo di ragazzi siciliani con la voglia addosso di stupire l’Italia intera. Vincono 3-1, e sono in finale. Incredibile. Il giorno dopo perdono ad un passo dalla gloria contro la squadra, la Coco Loco Padova, che gli anni successivi non smetterà più di vincere.

Qualche mese più tardi ecco il regalo che non ti aspetti, grazie al sostegno dell’Associazione Mnemosine viene donato a tutta la squadra un viaggio da sogno a Parigi, una settimana trascorsa tra i monumenti della capitale francese e il parco divertimenti di Euro Disney, dove lo stupore e il divertimento non solo dei nostri Leoni ma anche di chi li osserva non passa di certo inosservato.

Una vacanza incredibile che è stato il giusto premio dopo un’annata sportiva strordinaria e che di fatto allevia la delusione non tanto della finale scudetto persa ma di quella della commissione medica federale che modificando i punteggi della coppia del gol Kikka-Luca, sentenzia che i due saccensi non potranno più scendere in campo insieme.

Il 2014 resta in ogni caso un anno straordinario, i Leoni fanno incetta di premi per il 2° posto nazionale conquistato a Lignano, su tutti, quello U.S.S.I. “M. Vannini” dai giornalisti sportivi siciliani e il premio Fair Play dal Club Panathlon di Agrigento.

Con un pò di rammarico e parecchia rabbia, inizia la stagione 2014/15, l’anno zero dei gialloverdi. Dopo un inizio non proprio esaltante si rendono protagonisti dell’ennesima impresa della loro breve storia, strappando una vittoria in casa dei Thunder (ormai una piacevole consuetudine), e altri due pareggi contro la Vitersport Viterbo e ancora contro i romani. Si piazzano al quarto posto nel girone ad un solo punto dai Red Cobra grandi favoriti della vigilia per il passaggio del turno. Della serie “noi non ci arrendiamo, mai”.

A settembre 2015 arriva la prima partecipazione ad un torneo internazionale. Si va a Varese in casa degli Skorpions che organizzano per la seconda volta un evento a cui partecipano 10 squadre tra cui anche le migliori formazioni tedesche e svizzere. Ed è proprio in quella occasione che il nome dei “Leoni Sicani” si inizia a conoscere anche al di fuori dai confini nazionali grazie alle vittorie prestigiose con i padroni di casa e contro squadre come Iron Cats Zurigo e Munich Animals. Il risultato finale è clamoroso, 3° classificati al torneo e primi fra le squadre italiane partecipanti.

Il percorso di crescita della squadra iniziato l’anno precedente continua nella stagione 2015/16, dove adesso a giocare in coppia con Garofalo e Nicolosi c’è Caruana che si rivelerà ancora più decisivo tra un anno esatto. Nonostante le difficoltà i Leoni conquistano una salvezza tranquilla e arrivano dietro alle corazzate Sharks e Thunder, due assolute certezze ormai da anni alle final four di Lignano, e a un solo punto di distacco dagli Skorpions, ma davanti ad Albalonga e Dolphins Ancona.

La stagione 2016/17 come già anticipato riporta i Leoni nell’élite dell’hockey italiano. Storica la vittoria in casa alla prima giornata contro i Thunder Roma, un 4 a 3 da mille emozioni dopo essere stati sotto per tre reti a zero e che verrà dedicata al grande Giuseppe Massimino, tifosissimo della squadra prematuramente scomparso qualche mese prima. La formazione tipo adesso fa affidamento alla coppia Garofalo-Caruana supportata dagli stick Licari e Sanfilippo o in alternativa dal tridente di mazze Kikka-Aurelio-Pasquale con Luca in panchina. E’ anche l’anno dell’esordio di Peppe Pozzo di Menfi, uno che negli anni a seguire diventerà una colonna portante della rosa giallo verde. In porta c’è Massimino che sostituisce Mendolia che adesso ha un punteggio che non le permette più di essere schierata fra i pali con la formazione tipo. Si vince a Viterbo grazie ad un’incredibile doppietta di capitan Sanfilippo con lo stick, e si strappa un pareggio importantissimo in casa dei Thunder (che poi risulterà decisivo proprio come nel 2014). Arrivano gli stop casalinghi con i Black Lions Venezia, veri dominatori del girone, e con gli Skorpions Varese, e ancora un pari stavolta con Torino in casa. Nella trasferta al nord Italia però, non solo i Leoni conquistano la salvezza vincendo lo scontro diretto a Torino, ma si rimettono in gioco per un’inaspettata qualificazione ai play off scudetto che avviene grazie alla vittoria esterna a Varese e all’ultima giornata di campionato in casa contro la solita Vitersport proprio come 3 anni prima! Stavolta però saranno delle finali amare, perchè in semifinale arriva una pesante sconfitta contro gli Sharks con annesso cartellino rosso (ingiusto a dir poco) dato a Licari che andrà a pesare anche sulla finale per il 3° posto giocata l’indomani con una sola mazza in campo (causa i soliti punteggi) e persa malamente 13 a 1 contro Padova.

La voglia di superare i propri limiti però non passa mai e allora ad agosto i Leoni si presentano ad Eindhoven per partecipare ad uno dei tornei più prestigiosi d’Europa, quello organizzato dai GP Bulls. Lì nella terra dov’è nato il powerchair hockey arriva una squadra siciliana (non era mai successo) stavolta accompagnata da tre “fuori rosa”, infatti al quartetto giallo verde composto dalla presidente Massimino, capitan Sanfi, Garofalo e Nicolosi, si aggiungono il “divin” Claudio Comino dei Madracs Udine, il “genio e sregolatezza” di Andrea Ronsval degli Skorpions Varese e il vecchio amico Daniele Manzo ex giocatore del CSI Trapani. Con questo mix variopinto (a dir poco) nasce una delle esperienze più belle e divertenti della storia giallo verde, sia in campo dove i Leoni alla fine si piazzeranno al 7° posto su 14 squadre provenienti da tutta Europa , che fuori, tra le vie di Amsterdam (immaginate cosa sia potuto succedere) dove un giretto era impossibile non farlo.

Capita a volte, nello sport così come nella vita, che dal “paradiso” ti ritrovi all’inferno, così in un batter di ciglia, ed è quello che succede l’anno seguente, dove una serie di combinazioni conclamano la stagione 2017/18 come la più “disgraziata” tra tutte. La delusione, gli stimoli un pò persi di alcuni giocatori, l’uscita di scena di Caruana, e per completare la sfortuna, decretano un’incredibile retrocessione a fine campionato, complice una sconfitta all’ultimo secondo (e oltre) contro Viterbo, quelle senza attenuanti con Red Cobra e Magic Torino in casa, e per non far mancare niente anche il guasto tecnico al pulmino poco prima della partenza per il nord Italia dove si sarebbero giocate le gare esterne in casa di Sharks, Magic e Skorpions. Le conseguenti sconfitte a tavolino segnano la fine di una stagione nerissima condita dal ritorno in serie A2 dopo 6 anni di permanenza nella massima serie. Una delle poche note positive (se non l’unica) è data dall’ingresso in squadra in “punta di ruote” di una certa Caterina Crapanzano di Sciacca, una che nonostante non sia più una giovincella dimostra a tutti, nessuno escluso, cosa vuol dire impegno e sacrificio.

Nonostante tutto da qualche tempo si lavora ad un progetto ambizioso e incredibile per una squadra dilettantistica che fa hockey in carrozzina, ovvero la realizzazione di un’area sportiva che diventi sede sportiva e amministrativa dei Leoni. La grande opera inizia a partire, grazie alla concessione dell’area da parte del Comune di Santa Margherita di Belice ma soprattutto all’investimento dell’Associazione Mnemosine che crede nella bontà del progetto proposto da coach Sanfilippo, vero ideatore e promotore. L’idea è quella di realizzare un pallone tenda con struttura geodetica dove andare a realizzare il primo campo ufficiale di powerchair hockey italiano e allo stesso tempo ripristinare la palestra adiacente di un plesso scolastico in disuso, creando degli spogliatoi con annessi uffici. Sembra tutto così ipotetico eppure i lavori iniziano…

Nel frattempo riparte la nuova stagione di A2 e la squadra affida la guida tecnica a Filippo Galluzzo, mental coach che inizierà a lavorare proprio sulla psiche di un gruppo con il morale sotto i tacchi e che per la prima volta dovrà fare a meno della coppia Luca-Kikka alle prese con acciacchi vari. Allo zoccolo duro si unisce un Peppe Pozzo ormai pronto a fare il grande salto e un Bivona riscoperto nel nuovo ruolo di portiere. Ma la vera novità della stagione è l’ingresso in squadra dei gemelli Capizzo di Salemi, capaci di riportare in squadra una grande dose di entusiasmo che mancava da tempo. Ignazio e Giuseppe (ribattezzato Pepito) diventano in poche settimane le mascotte della nuova rosa di Galluzzo che piano piano grazie al supporto tecnico del capitano e di Licari inizia a plasmare un “gruppo” che vince la doppia sfida con le Aquile Palermo e complice il ritiro di Parma e dei Delfini di Ancona, stacca anzitempo il pass per i play off promozione. A Lignano rientra anche Garofalo e i Leoni superano agevolmente Treviso in semifinale. La vittoria sancisce il ritorno in A1 dopo appena un anno, nonostante la sconfitta indolore nella finale per il 1° posto con i Rangers Bologna. Una promozione che non passa inosservata e che sei mesi più tardi sarà celebrata dal Coni provinciale di Agrigento in occasione della Festa dello Sport.

In estate va in scena il primo spettacolo organizzato dall’Associazione per raccogliere fondi con la partecipazione del comico Roberto Lipari e la band messinese dei Big Mimma. L’ennesimo successo che sancisce, se mai ce ne fosse bisogno, di quanto questi campioni siano amati dai propri concittadini e di quanto vengano seguiti grazie ai social e ai media che non hanno mai fatto mancare il loro supporto.
E si arriva ai giorni nostri, a quella stagione 2019/20 che poteva essere e che invece non è stata a causa di un fattore che nessuno aveva considerato. Certo l’inizio del campionato non è stato scoppiettante, ancora orfani di Kikka, la squadra all’esordio perde in casa dei Thunder e poi si vede annullato il match di campionato contro l’Albalonga a causa di un grave errore tecnico della coppia arbitrale. In squadra intanto c’è un gradito ritorno, quell’Emiliano Zerilli di Marsala che aveva fatto parte della rosa vice campione d’Italia. Giungiamo così al 16/02/2020, poco prima che scoppiasse l’epidemia, l’A.S.D. Leoni Sicani Onlus compie un altro miracolo, ovvero quello di inaugurare quel famoso progetto utopistico iniziato qualche anno prima e finalmente portato a termine, nasce così il Barbera Center, un’area di 5000 mq, che sarà gestita dall’Associazione presieduta da Francesca Massimino e che ha come obiettivo quello di essere luogo di incontro e di integrazione per tutta la comunità belicina.

In questi 10 anni oltre ad aver disputato i campionati nazionali, i Leoni Sicani si sono fatti promotori del powerchair hockey in tutta la Sicilia, nelle scuole organizzando dei momenti di confronto con gli studenti, nelle Università, nelle piazze di diversi comuni spesso “mettendo a sedere” sindaci e amministratori comunali, gente comune che ha potuto provare cosa significa essere un atleta paralimpico. Un onore è stato poi consegnare nel 2017 la maglia autografata da tutta la squadra a Papa Francesco proprio in occasione di una trasferta nella capitale, un ricordo indelebile che rimarrà per sempre nella storia giallo verde.

Questi fantastici ragazzi spesso “pionieri” nelle loro imprese, sembrano nati per stupire, e non solo per i risultati sportivi. Si sono fatti promotori di un esempio da seguire, quello di persone che la disabilità la guardano in faccia senza alcuna paura di affermare le proprie qualità, alle volte immense. Quando la vita mostra loro il suo lato più duro questi rispondono con un blocco di carrozzina dritto ai fianchi, insegnando che ognuno può diventare ciò che vuole se solo ha il coraggio di crederci con tutto sé stesso, anche un campione. I Leoni lo sono probabilmente da sempre, anche se non tutti lo sapevano.

Il sogno gialloverde continua, parola di Leoni Sicani…

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