La Nostra Storia

La voglia di superare i propri limiti però non passa mai e allora ad agosto i Leoni si presentano ad Eindhoven per partecipare ad uno dei tornei più prestigiosi d’Europa, quello organizzato dai GP Bulls. Lì nella terra dov’è nato il powerchair hockey arriva una squadra siciliana (non era mai successo) stavolta accompagnata da tre “fuori rosa”, infatti al quartetto giallo verde composto dalla presidente Massimino, capitan Sanfi, Garofalo e Nicolosi, si aggiungono il “divin” Claudio Comino dei Madracs Udine, il “genio e sregolatezza” di Andrea Ronsval degli Skorpions Varese e il vecchio amico Daniele Manzo ex giocatore del CSI Trapani. Con questo mix variopinto (a dir poco) nasce una delle esperienze più belle e divertenti della storia giallo verde, sia in campo dove i Leoni alla fine si piazzeranno al 7° posto su 14 squadre provenienti da tutta Europa , che fuori, tra le vie di Amsterdam (immaginate cosa sia potuto succedere) dove un giretto era impossibile non farlo.

Capita a volte, nello sport così come nella vita, che dal “paradiso” ti ritrovi all’inferno, così in un batter di ciglia, ed è quello che succede l’anno seguente, dove una serie di combinazioni conclamano la stagione 2017/18 come la più “disgraziata” tra tutte. La delusione, gli stimoli un pò persi di alcuni giocatori, l’uscita di scena di Caruana, e per completare la sfortuna, decretano un’incredibile retrocessione a fine campionato, complice una sconfitta all’ultimo secondo (e oltre) contro Viterbo, quelle senza attenuanti con Red Cobra e Magic Torino in casa, e per non far mancare niente anche il guasto tecnico al pulmino poco prima della partenza per il nord Italia dove si sarebbero giocate le gare esterne in casa di Sharks, Magic e Skorpions. Le conseguenti sconfitte a tavolino segnano la fine di una stagione nerissima condita dal ritorno in serie A2 dopo 6 anni di permanenza nella massima serie. Una delle poche note positive (se non l’unica) è data dall’ingresso in squadra in “punta di ruote” di una certa Caterina Crapanzano di Sciacca, una che nonostante non sia più una giovincella dimostra a tutti, nessuno escluso, cosa vuol dire impegno e sacrificio.

Nonostante tutto da qualche tempo si lavora ad un progetto ambizioso e incredibile per una squadra dilettantistica che fa hockey in carrozzina, ovvero la realizzazione di un’area sportiva che diventi sede sportiva e amministrativa dei Leoni. La grande opera inizia a partire, grazie alla concessione dell’area da parte del Comune di Santa Margherita di Belice ma soprattutto all’investimento dell’Associazione Mnemosine che crede nella bontà del progetto proposto da coach Sanfilippo, vero ideatore e promotore. L’idea è quella di realizzare un pallone tenda con struttura geodetica dove andare a realizzare il primo campo ufficiale di powerchair hockey italiano e allo stesso tempo ripristinare la palestra adiacente di un plesso scolastico in disuso, creando degli spogliatoi con annessi uffici. Sembra tutto così ipotetico eppure i lavori iniziano…

Nel frattempo riparte la nuova stagione di A2 e la squadra affida la guida tecnica a Filippo Galluzzo, mental coach che inizierà a lavorare proprio sulla psiche di un gruppo con il morale sotto i tacchi e che per la prima volta dovrà fare a meno della coppia Luca-Kikka alle prese con acciacchi vari. Allo zoccolo duro si unisce un Peppe Pozzo ormai pronto a fare il grande salto e un Bivona riscoperto nel nuovo ruolo di portiere. Ma la vera novità della stagione è l’ingresso in squadra dei gemelli Capizzo di Salemi, capaci di riportare in squadra una grande dose di entusiasmo che mancava da tempo. Ignazio e Giuseppe (ribattezzato Pepito) diventano in poche settimane le mascotte della nuova rosa di Galluzzo che piano piano grazie al supporto tecnico del capitano e di Licari inizia a plasmare un “gruppo” che vince la doppia sfida con le Aquile Palermo e complice il ritiro di Parma e dei Delfini di Ancona, stacca anzitempo il pass per i play off promozione. A Lignano rientra anche Garofalo e i Leoni superano agevolmente Treviso in semifinale. La vittoria sancisce il ritorno in A1 dopo appena un anno, nonostante la sconfitta indolore nella finale per il 1° posto con i Rangers Bologna. Una promozione che non passa inosservata e che sei mesi più tardi sarà celebrata dal Coni provinciale di Agrigento in occasione della Festa dello Sport.

In estate va in scena il primo spettacolo organizzato dall’Associazione per raccogliere fondi con la partecipazione del comico Roberto Lipari e la band messinese dei Big Mimma. L’ennesimo successo che sancisce, se mai ce ne fosse bisogno, di quanto questi campioni siano amati dai propri concittadini e di quanto vengano seguiti grazie ai social e ai media che non hanno mai fatto mancare il loro supporto.
E si arriva ai giorni nostri, a quella stagione 2019/20 che poteva essere e che invece non è stata a causa di un fattore che nessuno aveva considerato. Certo l’inizio del campionato non è stato scoppiettante, ancora orfani di Kikka, la squadra all’esordio perde in casa dei Thunder e poi si vede annullato il match di campionato contro l’Albalonga a causa di un grave errore tecnico della coppia arbitrale. In squadra intanto c’è un gradito ritorno, quell’Emiliano Zerilli di Marsala che aveva fatto parte della rosa vice campione d’Italia. Giungiamo così al 16/02/2020, poco prima che scoppiasse l’epidemia, l’A.S.D. Leoni Sicani Onlus compie un altro miracolo, ovvero quello di inaugurare quel famoso progetto utopistico iniziato qualche anno prima e finalmente portato a termine, nasce così il Barbera Center, un’area di 5000 mq, che sarà gestita dall’Associazione presieduta da Francesca Massimino e che ha come obiettivo quello di essere luogo di incontro e di integrazione per tutta la comunità belicina.

In questi 10 anni oltre ad aver disputato i campionati nazionali, i Leoni Sicani si sono fatti promotori del powerchair hockey in tutta la Sicilia, nelle scuole organizzando dei momenti di confronto con gli studenti, nelle Università, nelle piazze di diversi comuni spesso “mettendo a sedere” sindaci e amministratori comunali, gente comune che ha potuto provare cosa significa essere un atleta paralimpico. Un onore è stato poi consegnare nel 2017 la maglia autografata da tutta la squadra a Papa Francesco proprio in occasione di una trasferta nella capitale, un ricordo indelebile che rimarrà per sempre nella storia giallo verde.

Questi fantastici ragazzi spesso “pionieri” nelle loro imprese, sembrano nati per stupire, e non solo per i risultati sportivi. Si sono fatti promotori di un esempio da seguire, quello di persone che la disabilità la guardano in faccia senza alcuna paura di affermare le proprie qualità, alle volte immense. Quando la vita mostra loro il suo lato più duro questi rispondono con un blocco di carrozzina dritto ai fianchi, insegnando che ognuno può diventare ciò che vuole se solo ha il coraggio di crederci con tutto sé stesso, anche un campione. I Leoni lo sono probabilmente da sempre, anche se non tutti lo sapevano.

Il sogno gialloverde continua, parola di Leoni Sicani…

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